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07/02/2019
 
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Sicurezza dei farmaci: milioni di euro escono dall’Italia e varcano i confini

Solo nell’anno 2018, in Italia, le bande organizzate sono riuscite a rubare farmaci per un valore pari a cifre a sei zeri. I farmaci più ambiti sono certamente gli anti-tumorali e gli anti-epatite, i quali raggiungono i Paesi esteri per poi essere rivenduti.

 

Un fenomeno sempre più prosperoso in cui si sta assistendo ad un vero e proprio cambiamento da parte delle organizzazioni criminali che hanno abbandonato le rapine a grosse spedizioni su strada concentrandosi sul settore farmaceutico.

Infatti, secondo le reportistiche del Pharmaceutical Security Institute (organizzazione internazionale per la sicurezza delle aziende farmaceutiche) negli ultimi cinque anni c’è stato un incremento del 15%.

 

Ma dove finiscono le centinaia di migliaia di farmaci sottratte al mercato italiano?

 

  • Medio Oriente e Nord Africa, che ricevono anche quelli deviati, ovvero quelli che escono dalla catena legittima

  • Germania e Regno Unito, in cui i farmaci hanno un costo molto elevato, soprattutto gli anti-tumorali.

 

 

Il volume di entrate monetarie in questo business criminale è di circa 10 milioni di euro, fattore che allo stesso tempo è disastroso per l’economia delle industrie farmaceutiche perché portano ad una perdita che si aggira tra i 3,5 e i 4,5 miliardi di euro.


Il sistema delle “scatole cinesi” in Grecia e l’ esportazione di farmaci in Italia e Spagna

 

Ebbene si, il nostro Bel Paese è uno dei maggiori esportatori di farmaci in Europa, ma resta in buona compagnia con la Spagna e la Grecia. A seguire la Francia e il Belgio.

Come già annunciato, l’export parallelo si concentra maggiormente sui farmaci più costosi come gli anti-tumorali e gli anti-epatite, i quali hanno una differenza di prezzo elevata rispetto ad altri Paesi.

Per i distributori di farmaci in Italia è molto più conveniente distribuire all’estero piuttosto che ai propri clienti perché questo paralell trade porta ad avere entrate davvero notevoli.

Vediamo anche protagoniste la Grecia e la Turchia, le quali sfruttano un sistema di fatturazione “a scatole cinesi” tramite filiali fittizie aperte nei paesi dell’Est Europa, come la Slovenia, Cipro, Ungheria, Lettonia, Romania e Slovacchia.

I medicinali rubati in Italia, vengono esportati ed etichettati nuovamente per nascondere la loro origine, in altri casi, ceduti senza riconfezionarli.

 

Furti e rapine in Italia nel 2018: la Sifo e l’Aifa intervengono

 

La maggioranza di furti avviene nel Sud Italia: Sicilia, Puglie, Calabria e Campania, senza dimenticare che anche la Lombardia negli ultimi anni si è vista tra le principali protagonista di rapine nel settore farmaceutico.

Il modus operandi è studiato alla perfezione: si infiltrano nelle strutture sanitarie oppure corrompono il personale.

Tra l’anno 2017 e 2018 c’è stata una riduzione dei furti del 23% ma resta un fenomeno che non vuole dare pace.

Ed è proprio qui che la entra in gioco la Sifo, un'associazione culturale e scientifica dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali delle unità sanitarie locali.

Ad essa affluisce la quasi totalità dei farmacisti pubblici dipendenti dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale) e quelli dipendenti dalle strutture ospedaliere private.

Ad oggi conta più di duemila soci e si propone di :

  • Promuovere e coordinare l'attività scientifica, tecnica ed amministrativa delle farmacie degli ospedali al fine di migliorarne le prestazioni 
  • Studiare, aggiornare e perfezionare i mezzi per la realizzazione, la produzione e la distribuzione dei farmaci negli ospedali in collaborazione con gli altri sanitari 
  • Curare i metodi di lavoro ed i criteri amministrativi a vantaggio di una sempre più efficace economia delle amministrazioni ospedaliere 

 

L’altro protagonista per il contrasto alla criminaliltà nel settore farmaceutico è l’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco.

Tra le misure di prevenzione e contrasto alla diffusione di farmaci potenzialmente pericolosi già da tempo implementate rientra il sistema di tracciabilità del farmaco – gestito dal Ministero della Salute – che attraverso il “bollino a lettura ottica” consente di monitorare il percorso di ogni singola confezione di farmaco, dalla produzione fino allo smaltimento.

Le attività di contrasto portate avanti da AIFA, in collaborazione con le altre amministrazioni italiane coinvolte nel fenomeno sono le seguenti:

  • Gestione delle segnalazioni riguardanti casi sospetti, furti di medicinali e coordinamento del sistema antifalsificazione
  • Segnalazioni relative alle violazioni in materia di vendita di farmaci attraverso il web e coordinamento delle attività della Conferenza dei Servizi Istruttoria sulle farmacie online illegali
  • Operazioni di controllo in dogana e sul territorio
  • Elaborazione di progetti ad hoc finanziati dal programma “Prevenzione e lotta contro il Crimine” della Commissione Europea
  • Ricerche mirate per indagare le caratteristiche della domanda di farmaci online
  •  Iniziative formative e informative rivolte agli operatori sanitari e al pubblico sui rischi per la salute